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Tipi di Educazione
Esistono tre tipi di educazione: la formale, la non formale e l'informale. La prima disciplina che studiò sistematicamente i problemi dell'educazione fu la pedagogia, che si concentrò sull'educazione infantile. In tempi moderni nacquero poi le scienze dell'educazione e della formazione, che trattarono anche l'educazione continua in età adulta, rendendo questa accezione di "formazione" un sinonimo di educazione

Educazione formale
È quella che si svolge nei luoghi formali cioè deputati e formalmente riconosciuti come un sistema scolastico, dalla scuola primaria all'università, insieme ad una svariata serie di istituti specializzati o di formazione tecnica e professionale.

Educazione non formale
Sono tutte quelle "attività educative organizzate" al di fuori del sistema di educazione formale. L'Unione Europea si è dotata di un programma, chiamato Gioventù in Azione, per finanziare attività educative non formali per i giovani cittadini dei Paesi membri. I sistemi di educazione non formale però non rivestono in Italia lo stesso riconoscimento del sistema formale. Queste attività sono spesso organizzate da enti o associazioni che possono rilasciare certificati di frequenza ma non titoli o qualifiche di studio formalmente riconosciute. Lo stesso programma Gioventù in Azione rilascia ai partecipanti alle sue attività l'attestato Youthpass, che pur essendo riconosciuto in diversi altri Paesi europei e garantendo ad esempio crediti formativi del sistema educativo formale a chi partecipa ad occasioni di educazione non formale, in Italia non dà diritto ad alcun riconoscimento formale.

Educazione informale
Sono tutti quei processi per mezzo dei quali, anche inconsapevolmente, si originano nell'individuo fenomeni educativi. Questo evento, altrettanto importante e spesso legato alla quotidianità, permette l'acquisizione di alcuni valori fondamentali, di molte abilità anche sociali e di conoscenze che potranno rivelarsi basilari nelle scelte di vita future. La famiglia, le conoscenze, il contesto sociale, i mass media unitamente alla qualità del contesto culturale sono variabili importanti di questo aspetto dell'educazione.



Apprendimento Cooperativo (Cooperative Learning)
Il Cooperative Learning è un metodo di insegnamento utilizzato in molti paesi come Stati Uniti, Canada, Israele, paesi scandinavi, ecc. Si basa sul lavoro di gruppo e sull'acquisizione di competenze sociali.

E’ utilizzato abbastanza in Italia?
Purtroppo no, nonostante l’impegno di diverse istituzioni locali e di gruppi organizzati di insegnanti e ricercatori che da anni cercano di diffonderne le tecniche.

Sarebbe importante per la scuola?
Si, e non solo. L'Apprendimento Cooperativo sarebbe un elemento da introdurre, non solo all’interno del sistema scolastico, ma anche all’interno di tutto il nostro sistema di interazione sociale.

Perchè è necessario farlo conoscere?
Perchè ormai la complessità del mondo non può essere affrontata usando solamente competenze individualistiche o competitive. C'è bisogno di persone in grado di cooperare e interpretare le situazioni di gruppo in termini di benessere comune.

Approfondimenti:
http://www.apprendimentocooperativo.it/




Dispersione scolastica

Che cos’è
La dispersione scolastica è un fenomeno che interessa sia i paesi ricchi sia i paesi poveri e riassume un insieme di manifestazioni negative all'interno del sistema scolastico: frequenze irregolari, bocciature, frequenti malattie, cambiamenti di sede e casi di analfabetismo o di scarso apprendimento anche quando la scuola viene frequentata regolarmente.

Il disagio sperimentato dai minori che frequentano la scuola dell'obbligo ha due componenti: la prima è di tipo evolutivo e deriva dalla crescita individuale in un contesto poco familiare rappresentato dalla nuova realtà in cui i soggetti vengono catapultati; a seconda è di tipo ambientale e deriva dal contesto sociale in cui i soggetti vivono, tra cui anche la famiglia. Qualora i fattori del disagio ambientale si aggiungono al disagio evolutivo, le influenze esterne possono aggravare la situazione evolutiva ed abbassare ulteriormente la stima che la persona ha di se stessa. Se i due tipi di disagio agiscono insieme ed in maniera negativa, si registrano le situazioni di maggiore rischio di abbandono scolastico.

Prospettive
Molti Stati provvedono alla formazione di personale specializzato competente nell'arresto e nel piantonamento dei giovani evasori. Altri Stati hanno anche il potere di revocare la patente di guida per coloro che hanno compiuto sedici anni. Il ruolo dell'agente di polizia, comunque, è visto come un residuo del XIX secolo quando i giovani erano rinchiusi negli istituti mandamentali. La prevenzione della dispersione oggi è generalmente disposta di concerto con le risorse municipali quali la scuola, la parrocchia, le associazioni di genitori e quanto altro può servire a risolvere o quanto meno isolare il problema. Le ITC stanno sempre assumendo un ruolo chiave nella predisposizione di misure di sorveglianza e controllo non invasive al fine di coordinare e migliorare tali risorse. Il problema può essere potenzialmente risolto o almeno attutito solo conoscendo le situazioni - tutte diverse tra di loro - che determinano questo fenomeno, così da aiutare i ragazzi della scuola dell'obbligo ad accrescere la stima in se stessi, a sviluppare le proprie potenzialità, a migliorare il proprio rendimento scolastico, a prevenire in generale l'abbandono della scuola.

(fonte: wikipedia)

Approfondimenti:
http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/dg-studente/orientamento/aree_intervento-orientamento_dispersione_scolastica
http://www.flcgil.it/tag/dispersione-scolastica/




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